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Scritto da  2014-11-02

Premi Nobel contro Amazon

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Premi Nobel contro Amazon
Picture by Chiara Ioli, https://www.flickr.com/photos/30796249@N06
Possiamo definirla la “guerra dei libri”, altro capitolo dello scontro che vede coinvolti i colossi del Web. Questa volta l’oggetto del contendere riguarda il prezzo degli e-book a cui Amazon vorrebbe applicare uno sconto maggiore, riducendo così il ricavo degli editori. La sfida è stata lanciata dalla casa editrice Hachette, nella cui homepage possiamo leggere i termini dello scontro. In sostanza l’accusa rivolta ad Amazon è di volere un accordo che per l’etichetta francese sarebbe un suicidio.

 

Il rifiuto da parte di Hachette ha portato ad una reazione di Amazon, che viene accusato di tenere in ostaggio i libri dell’editore, disincentivandone le vendite: non applicare gli abituali sconti sui titoli, prolungare di settimane i tempi di spedizione, o togliere la possibilità di preordinare le nuove uscite.

Schermaglie non inusuali, per quanto al limite della legalità - se non oltre - nella logica del monopolista che vuole far capitolare il più piccolo concorrente; ed in questo caso Amazon è tra i leader mondiali della grande distribuzione organizzata.

Come in ogni scontro, ciascuna delle parti cerca di coinvolgere più alleati possibili, sostenendo che la loro azione tutela la diffusione della cultura. Da un lato numerosi scrittori e premi Nobel (oltre 900), tra cui alcune delle firme più famose del mondo della letteratura mondiale supportano l’editore francese; Philip Roth e Milan Kundera, per citarne alcuni, che pur non avendo legami con Hachette si sono mobilitati a favore dell’editore, colpiti dalla “ritorsione selettiva” di Amazon che ha bloccato la vendita dei libri, scoraggiando i clienti a ordinare i libri che vogliono.
Dall’altro il colosso americano mobilita i lettori, suggerendo loro di fare pressione su Hachette, scrivendo una mail a Michael Pietsch, direttore generale della casa editrice. Motivo? Una battaglia per avere un prezzo più giusto degli e-book, cosa resa impossibile dai prezzi alti imposti dall’etichetta francese. Non solo: indica anche l’esatto indirizzo e-mail del direttore, suggerendo frasi da incollare nel testo della mail e consigliando di «scrivere ad Hachette mettendoci in copia».

Se da un lato i prezzi inferiori permettono una maggiore possibilità di diffusione, dall’altro ciò rischia di danneggiare soprattutto quelle case editrici, maggiormente di nicchia rispetto ad Hachette, che si ripropongono di promuovere una letteratura e una saggistica di qualità, fuori dalle logiche di mercato, dove il prezzo del libro è una questione di sopravvivenza: sono proprio loro, ossigeno della cultura, che rischiano di rimanere schiacciati nello scontro tra gli interessi di grandi editori e grandi distributori.

Questo blog non rappresenta in alcun modo una testata giornalistica, in quanto non viene aggiornato periodicamente e perciò non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.

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