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Scritto da  2014-05-20

Nuove regole per l'e-commerce dal 13 Giugno

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Novità in arrivo per tutti coloro che hanno familiarità con il mondo dell' e-commerce: a partire dal prossimo 13 giugno entreranno a regime il nuovo insieme di regole stabilite dalla direttiva europea 2011/83, approvata lo scorso 26 marzo. Lo scopo della direttiva è di definire delle regole analoghe per tutti i Paesi della zona Euro, offrendo inoltre maggiori garanzie per tutta la contrattualistica a distanza che abbia un valore superiore ai 50€.

Le nuove direttive, in sintesi, dovrebbero garantire una maggiore trasparenza sugli acquisti e dilateranno di fatto il periodo per poter esercitare il diritto di recesso. Si passerà infatti dagli attuali 10 giorni dal ricevimento della merce, ai 14 giorni, e nell'eventualità che il consumatore, entro tale termine, porti a conoscenza la propria volontà di restituire l'acquisto al venditore, avrà altri 14 giorni per la restituzione di fatto.

 

II venditore, una volta ricevuta la notifica di recesso, avrà solamente 14 giorni di tempo (contro i 30 attuali) per effettuare il rimborso del denaro, anche se non ha materialmente ancora ricevuto fisicamente l'oggetto della compravendita.

Il nuovo "cursus" segna un passo avanti anche nella direzione della trasparenza si è detto: il titolare del negozio online inoltre deve rendere chiari i costi che il consumatore  deve sostenere per l'eventuale restituzione della merce, in caso contrario il costo della restituzione sarà inteso come interamente a carico del venditore. Non solo, con l'entrata in vigore le nuove direttive dovrebbero redarguire economicamente  coloro che ricorrono spesso e volentieri alla pratica delle opzioni aggiuntive selezionate di default (prassi piuttosto comune nella vendita di biglietti aerei online e più in generale nei motori di ricerca di viaggi online ). Ogni opzione dovrà essere esplicitamente aggiunta dall'utente, e non più selezionata automaticamente dal sistema.

Nuova sterzata anche per i  cosidetti "contratti a distanza", ossia quelli che si stipulano all'esterno di un esercizio commerciale, quali ad esempio le vendite telefoniche o via catalogo. In questi casi, la realizzazione della vendita si attua completamente solo se il venditore ha sottoposto al consumatore una firma cartacea.

Le sanzioni per coloro i quali non rispetteranno le nuove norme si preannunciano piuttosto pesanti per i piccoli venditori: da un minimo di 5.000€ fino a 50.000€ nei casi ritenuti particolarmente gravi. Quello che sorge spontaneo chiedersi rimane tuttavia se per i grossi colossi del settore tali sanzioni siano sufficienti per farli desistere da pratiche che in diversi casi si sono dimostrate molto lucrose.

Questo blog non rappresenta in alcun modo una testata giornalistica, in quanto non viene aggiornato periodicamente e perciò non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.

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